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Istituita nel 2011 grazie ad una Legge Regionale, con un’estensione di circa 30 km2 nel territorio del comune di Montalbano Jonico, la Riserva Naturale Regionale dei Calanchi comprende nel suo territorio due importanti geositi: i Calanchi di Montalbano Jonico e Tempa Petrolla.
Il settore meridionale è collegato al centro storico del paese, attraverso due mulattiere, le appiett’, un tempo percorse dai contadini che raggiungevano i loro poderi nella Valle dell’Agri, i giardini. Il resto della Riserva è attraversato da numerosi sentieri che consentono di visitarla a piedi o in bici (preferibilmente mountain bike, data l’accidentalità di alcuni tratti) e di ammirarne i bellissimi paesaggi e le peculiarità geologiche e naturalistiche.
Ricca di aree boschive con pini e cipressi e di arbusti della macchia mediterranea come il lentisco, con una vegetazione erbacea tipica dei suoli poveri di acqua, caratterizzata dallo sparto steppico, dal cardo e dall’alimo, frequentata da una fauna variegata che annovera istrici, volpi, cinghiali, donnole, faine e persino il lupo, riconosciuta a livello europeo come I.B.A. (Important Bird Area), la Riserva dei Calanchi è nata per tutelare un territorio dall’elevato valore scientifico.
I Calanchi di Montalbano Jonico, infatti, con un notevole contenuto fossilifero, dalle creste aguzze, a lama di coltello, sui versanti più alti, con le caratteristiche cupolette di argilla, le biancane, tipiche delle aree più evolute ed erose del fronte calanchivo, con i profondi e ripidi fossi che dalle zone sommitali scendono rovinosamente alla base del versante, da oltre un ventennio sono oggetto di studi da parte di ricercatori dell’Università degli Studi di Bari che in queste aree hanno individuato il migliore passaggio fra due periodi del tempo geologico. Questa eccezionale scoperta ha consentito di candidare un settore dell’area calanchiva all’ottenimento di un importante riconoscimento scientifico in ambito geologico che, se raggiunto (maggio 2017), associato ad una valida politica di gestione e valorizzazione dell’area, potrebbe costituire un trampolino di lancio per l’economia del paese e, insieme a Matera 2019, dell’intera regione.


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